Da Vittorio decide di inaugurare i festeggiamenti per i suoi sessant’anni trasformando i suoi celeberrimi Paccheri in un dessert, e la notizia fa nascere una domanda: come ha fatto un piatto di pasta al pomodoro a diventare uno dei simboli assoluti dell’alta cucina italiana?

La nuova Torta Pacchero, realizzata dalla famiglia Cerea insieme al pastry chef Simone Finazzi e al maître chocolatier Davide Comaschi, è una dichiarazione d’identità prima ancora che una creazione dolce. Perché richiama immediatamente un piatto che, da anni, rappresenta Da Vittorio quanto le tre stelle Michelin.

In un universo gastronomico spesso associato a ingredienti rari, tecniche sofisticate e costruzioni complesse, i Paccheri alla Vittorio raccontano una storia diversa. Sono pasta, pomodoro e pochi altri elementi, ingredienti e tecnica che appartengono al patrimonio quotidiano della cucina italiana. Che si possono mangiare al ristorante, che sono protagonisti di tanti eventi in cui la “paccherata” è già una festa in sé, ma che si possono gustare anche a casa, acquistando il kit per realizzarli nella propria cucina. E forse è proprio questa apparente semplicità che li ha resi straordinari.

La storia dell’alta cucina è piena di piatti che hanno cercato di stupire, molto più rara è la capacità di rendere memorabile qualcosa che tutti conoscono già. Il successo dei paccheri dei Cerea nasce da qui: dalla ricerca quasi ossessiva sulla materia prima, dalla precisione dell’esecuzione e dalla costanza nel tempo. Un piatto che chiunque potrebbe descrivere in poche parole ma che quasi nessuno riesce a replicare con la stessa efficacia.