Il più celebre e identitario piatto del ristorante tristellato di Brusaporto, replicato in tutti gli outlet del grande gruppo, viene trasformato, grazie alla famiglia Cerea, al pastry chef Simone Finazzi e al maître chocolatier Davide Comaschi, in un dolce che è un gioco di ambiguità visiva e memoria gastronomica, in un esercizio di sintesi tra tecnica, estetica e riconoscibilità
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Sessant’anni di storia meritano un’apertura delle celebrazioni fuori dagli schemi. E così la famiglia Cerea ha scelto di rendere omaggio a uno dei piatti più iconici di Da Vittorio trasformandolo in qualcosa di completamente diverso. Nasce la Torta Pacchero, il nuovo dessert che inaugura i festeggiamenti per il sessantesimo anniversario del ristorante fondato nel 1966 e che da decenni rappresenta una delle insegne più influenti dell’alta ristorazione italiana.L’idea parte da una domanda semplice: è possibile dare nuova vita a un simbolo della cucina di Da Vittorio senza tradirne l’identità? La risposta arriva da una creazione che prende il celebre pacchero al pomodoro, tra i piatti più richiesti e riconoscibili della casa, e lo trasforma in un dolce dall’aspetto sorprendente ma immediatamente familiare.Il progetto porta la firma della famiglia Cerea insieme al pastry chef Simone Finazzi e al maître chocolatier Davide Comaschi. Il risultato è una torta che gioca sull’ambiguità visiva e sulla memoria gastronomica. A prima vista sembra una pentola di paccheri appena servita; in realtà si tratta di una costruzione di alta pasticceria che rilegge forme, colori e suggestioni del piatto originale.La torta si presenta all’interno di una pentola realizzata in finissimo cioccolato. I paccheri, ottenuti grazie a uno stampo dedicato, sono costituiti da una sottile camicia di cioccolato bianco che racchiude un ripieno composto da crema chantilly alla vaniglia, pan di Spagna Margherita, composta di fragole e limone e bagna alla vaniglia. Un insieme studiato per creare un equilibrio tra morbidezza, dolcezza e freschezza.A completare il dolce interviene lo yuzu, utilizzato come elemento di contrasto. La sua nota agrumata e acida contribuisce a stimolare la salivazione e a valorizzare i diversi sapori del ripieno. La glassa alle fragole richiama invece il colore intenso del celebre sugo ai tre pomodori che accompagna tradizionalmente i paccheri di Da Vittorio. Anche i pomodorini diventano parte del gioco: piccoli gusci di cioccolato bianco che custodiscono un cremoso alla fragola.Più che una semplice reinterpretazione, la Torta Pacchero rappresenta un esercizio di sintesi tra tecnica, estetica e riconoscibilità. L’obiettivo non è replicare il piatto originale, ma trasferirne il significato in un linguaggio diverso. Rimangono infatti centrali gli elementi che hanno reso celebre il pacchero della casa: la cura per la materia prima, la ricerca dell’equilibrio e soprattutto la dimensione conviviale.Per la famiglia Cerea questa creazione è anche un modo per raccontare il percorso compiuto dal ristorante in sessant’anni di attività. «Avviamo le celebrazioni reinterpretando un’icona del ristorante, ovviamente a modo nostro. Come audace è stato papà Vittorio nel puntare sul pesce, oggi noi trasformiamo il nostro cavallo di battaglia da classico primo a inaspettato dessert. La Torta Pacchero è una creazione che racconta tutte le anime di Da Vittorio: identità, memoria e continua evoluzione».






