La frattura diplomatica tra Mosca e Kiev appare oggi più incolmabile che mai. La decisione del presidente ucraino Volodymyr Zelensky di indirizzare una lettera aperta a Vladimir Putin, rendendo pubblici i tentativi di contatto, non ha avvicinato la fine delle ostilità, anzi ha provocato la forte irritazione del Cremlino.
Dal palco del Forum economico internazionale di San Pietroburgo (SPIEF), il leader russo ha respinto senza mezzi termini la richiesta di un vertice diretto, sostenendo che non vi sia “alcuna ragione” per un faccia a faccia finché le rispettive delegazioni non avranno prima concordato una soluzione concreta per fermare il conflitto.
Le condizioni di Mosca rimangono rigide e identiche a quelle enunciate nel giugno 2024: ritiro delle truppe ucraine dalle regioni rivendicate e rinuncia formale di Kiev all’ingresso nella Nato.
Immediata e tagliente la replica di Zelensky: “Purtroppo, la parte russa sta scegliendo di nuovo la guerra. Una risposta debole. Semplicemente non vuole porre fine alla guerra”.
Secondo Putin, l’iniziativa epistolare ucraina è del tutto “impropria” e mirerebbe soltanto a “fermare l’offensiva” russa sul terreno. A sostegno della sua tesi, il capo del Cremlino ha rivelato un retroscena: tre settimane fa aveva già declinato una proposta di incontro diretto recapitata da un imprenditore russo, che Zelensky aveva segretamente invitato a Kiev per aprire un canale riservato.











