Kyiv. Quando la sera del 4 giugno il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha pubblicato sul proprio sito una lettera (qui il testo integrale) aperta al capo del Cremlino Vladimir Putin, quest’ultimo stava tenendo una conferenza stampa a San Pietroburgo. In questi giorni si svolge nella città il Forum economico internazionale, spesso definito dai media come la “Davos russa”. Secondo i dati ufficiali russi, vi hanno partecipato rappresentanti di 130 paesi.Fin dall’inizio, tuttavia, l’Ucraina ha fatto di tutto per assicurarsi che quel forum, che si tiene nella città natale di Putin, si trasformasse per lui in un disastro sul piano dell’informazione. Dopo che la mattina del 3 giugno i droni ucraini hanno attaccato con successo un terminal petrolifero a San Pietroburgo e colpito una corvetta militare a Kronstadt, è diventato difficile prendere sul serio il tema principale del forum, e cioè “Il dialogo pragmatico come via verso un futuro stabile”. Il denso fumo nero che si alzava nel cielo ha dimostrato in modo inequivocabile che la situazione circostante era estremamente instabile. In precedenza San Pietroburgo, come Mosca, non aveva quasi risentito degli effetti della guerra, e ora nemmeno queste città sono in grado di proteggere i propri cieli. La discussione sugli attacchi dei droni ucraini si era appena attenuata quando Zelensky è passato da un attacco militare a uno informativo. “La lettera a Vladimir Putin, scritta alla vigilia del suo intervento al forum, è una delle comunicazioni più aggressive dell’Ufficio del presidente dall’inizio della guerra”, sostiene Viktor Shlinchak, presidente del consiglio di amministrazione del centro di analisi Institute of World Politics. A quanto sembra, Zelensky ha deciso di colpire contemporaneamente tre delle principali paure di Putin: la paura di perdere il controllo all’interno della Russia, la paura di apparire come un vecchio impotente e la paura di parlare direttamente con l’Ucraina, riconoscendone la soggettività, spiega Shlinchak. In questa lettera, infatti, Zelensky propone negoziati diretti tra Russia e Ucraina per porre fine alla guerra.Il politologo Volodymyr Fesenko ritiene che, oltre a Putin, i principali destinatari della lettera siano i partner internazionali dell’Ucraina e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. “L’Ucraina dimostra ancora una volta di essere pronta ai negoziati di pace”, spiega. Zelensky scrive di essere disposto a instaurare un cessate il fuoco completo per la durata dei colloqui. Secondo Fesenko, questo smonta la campagna informativa della Russia, che cerca di sostenere la tesi per cui sarebbero l’Ucraina e Zelensky a non voler trattare la pace, e non Mosca.La lettera ha preparato inoltre il terreno informativo in vista del discorso di Putin a San Pietroburgo, in cui ha detto che non ha senso un incontro con Zelensky e ha definito la lettera aggressiva. Inoltre la lettera di Zelensky invia un segnale anche alla società russa e persino alle élite. Il presidente ucraino afferma che la guerra non piace più ai russi e sta causando loro sempre più malcontento. “Non gli piacciono i nostri droni e i nostri missili. Non gli piace la carenza di benzina e il costante aumento dei prezzi”, scrive il presidente. “Non gradiscono il fatto che non si intraveda una fine alla vostra guerra”, prosegue.La tesi principale della lettera rimane tuttavia questa: Putin dovrà parlare con l’Ucraina per porre fine alla guerra, invece di appellarsi continuamente allo “spirito di Anchorage” e ai negoziati russo-americani dell’anno scorso in Alaska. “Il messaggio centrale di questa lettera è che gli ucraini sono soggetti autonomi e che con loro si dovrà parlare”, spiega Fesenko.Zelensky può permettersi di rivolgersi a Putin con questo tono, e nella lettera vi sono ironia e persino un’aperta umiliazione, data la situazione attuale al fronte. L’esercito ucraino continua a ricorrere al deep strike per colpire il territorio russo. Ma a maggio ha iniziato a impiegare in modo massiccio anche il middle strike e droni che operano a distanze medie per distruggere la logistica dell’esercito russo nei territori occupati. Ad esempio, l’autostrada “Novorossiya” R-280, che collega Rostov sul Don alla Crimea occupata attraverso le città ucraine conquistate (Mariupol, Berdyansk, Melitopol), si trova ora sotto il controllo del fuoco dei droni ucraini. Questa strada è uno dei principali canali di rifornimento di carburante verso la Crimea. I droni colpiscono ora le autocisterne, impedendo al carburante di raggiungere la penisola. Là si è già creata una grave carenza di combustibile. Il 5 giugno, il governatore russo di Sebastopoli, Mikhail Razvozhaev, ha comunicato sul proprio canale Telegram che la vendita libera di benzina è stata completamente sospesa presso le stazioni di servizio delle principali reti locali. “Mi rivolgo a tutti: non ha senso fare la fila. Anzi, le colonne di macchine rischiano di ostacolare l’arrivo delle autocisterne alle stazioni di servizio quando entreranno in città”, ha scritto. La carenza di carburante in Crimea colpirà inevitabilmente anche l’esercito russo di stanza là, secondo gli esperti.Tuttavia, gli osservatori avvertono tuttavia che, nonostante la tendenza positiva, Zelensky non dovrebbe cedere all’euforia. Più la situazione al fronte si deteriorerà per la Russia, più questa ricorrerà ai missili balistici per terrorizzare la popolazione civile. L’Ucraina non dispone di un numero sufficiente di missili americani Patriot per respingere attacchi balistici massicci. Perciò per l’Ucraina si prospetta ancora una dura estate segnata da bombardamenti intensi.
Zelensky colpisce Putin dove fa più male, e lui come sempre si sottrae al negoziato
La lettera del presidente ucraino colpisce lo zar su tre punti sensibili: il controllo interno, l’immagine di leader indebolito e il rifiuto di riconoscere l’Ucraina come interlocutore. Kyiv propone colloqui diretti e un cessate il fuoco. E manda anche un messaggio ai partner internazionali











