Il giorno prima Vladimir Putin aveva annunciato ai partecipanti del Word Economic Forum di San Pietroburgo che non aveva alcun senso incontrarsi con Volodymyr Zelensky, come suggerito in una sua lettera aperta dal Presidente ucraino, perché l’unica soluzione possibile per la guerra con l’Ucraina era la piena soddisfazione delle pretese russe, sulla base del consenso abbozzato con Donald Trump durante il loro vertice in Alaska.

Il giorno dopo, una ondata di droni ucraini ha sorvolato oltre 1000 chilometri di territorio russo per abbattersi su svariati obiettivi militari a San Pietroburgo e Kronstadt. Molti, ma non tutti, sono stati intercettati, mentre il governatore della città, Alexander Beglov, invitava i residenti a restare in casa. Botta e risposta dunque, sotto gli occhi di molti osservatori internazionali che si sono trovati, inopinatamente, in zona di guerra. Ma perché Zelensky ha voluto una risposta così decisa, e chiaramente inattesa?LA LETTERA È probabile che la risposta sia quella suggerita dalla sua lettera aperta, nella quale diceva a Putin, tra l’altro, che non era il caso di aspettare che Trump, attualmente distratto dal conflitto in corso con l’Iran, tornasse ad interessarsi della questione ucraina, perché sarebbe stata solo una perdita di tempo. In altri termini Zelensky sostiene che non è possibile scavalcare l’Ucraina e fare un accordo alle sue spalle, per poi obbligarla a cedere. Sino ad ora il Presidente ucraino era stato abbastanza sicuro di sé, forte dell’appoggio di una maggioranza del Congresso americano (che continua a votare in bilancio aiuti per l’Ucraina che poi Trump non elargisce) e degli europei che continuano a finanziarlo e a sostenerne lo sforzo militare. Tuttavia ora egli sembra preoccupato che qualcosa potrebbe cambiare. Gli equilibri politici interni a molti paesi europei, malgrado la cocente sconfitta elettorale di Viktor Orbán in Ungheria, non sono stabili. Alcuni paesi chiave, come la Francia e il Regno Unito, potrebbero vedere l’anno prossimo l’arrivo al potere di forze politiche molto più disponibili nei confronti di Mosca che di Kiev. Nella stessa Germania, che è un po’ la chiave di volta del sostegno all’Ucraina, si rafforzano movimenti estremisti vicini a Trump e a Putin, almeno sul divenire del conflitto. LE CARTE Zelensky quindi vuole battere il ferro finché è ancora caldo per stabilire una volta per tutte che l’Ucraina non deve, me soprattutto non può essere scavalcata o ignorata quando si parla di un accordo di pace o anche solo dei termini di una possibile lunga tregua.E poiché teme che la congiuntura politica internazionale, che gli è stata sinora favorevole, possa iniziare a cambiare, magari anche solo a causa del montare dei prezzi dell’energia provocato dalla guerra con l’Iran e dalla crescente appetibilità economica delle esportazioni energetiche russe, vuole dimostrare che, al di là delle carte politiche, l’Ucraina ha anche importanti carte militari che possono coinvolgere direttamente nella guerra quanto meno l’intera Russia europea, fino ed oltre il Caspio, oltre a Mosca e San Pietroburgo.I DANNI Sarebbe sciocco ironizzare sui danni relativamente lievi inflitti da questi attacchi, quasi fosse una sorta di ruggito del topo. Il popolo russo sta già soffrendo economicamente e sul piano umano (con centinaia di migliaia di morti e feriti e il peso di una coscrizione obbligatoria, ancora non generalizzata, ma che comunque già supera le trecentomila unità). Il moltiplicarsi di bombardamenti su aree civili, sia pure “leggeri” se comparati a quelli che la Russia infligge quasi giornalmente all’Ucraina, sarebbe per Putin un po’ come perdere la faccia, non essere più ritenuto credibile.