I proprietari del Constellation inciampano su una fattura falsa. Non una fattura qualsiasi, ma quella relativa all'acquisto, nel 2015, della schiuma fono assorbente che è andata a fuoco la notte di Capodanno, a Crans-Montana. Dall'interrogatorio fiume di venerdì, Jessica Moretti, titolare con il marito Jacques del discobar in cui sono morte 41 persone e più di cento sono rimaste gravemente ferite, esce con una accusa in più: falso documentale. Gli imprenditori arrivano a Sion scortati dalla polizia ed entrano da una porta secondaria, ma a favore di telecamere.

Video Crans-Montana, i Moretti davanti ai magistrati

Look casual per entrambi. Jacques è quasi irriconoscibile, con la barba lunga e un cappello nero con la visiera calata. Jessica è la prima a prendere la parola in aula: va all'attacco, si dice "distrutta, devastata" per le "tante falsità" emerse. Ma non passa molto tempo e viene messa difronte al composto dolore di Laetitia Brodard-Sitre, che assiste. La madre di Arthur, 16enne morto il primo gennaio nel locale dei Moretti, reagisce alle sue parole e spiega ai giornalisti: "Essere distrutti, devastati, significa non poter abbracciare i propri figli o doverli assistere in ospedale! Lei può ancora abbraciarli". Il primo colpo di scena arriva al termine della mattinata. La procuratrice, alla presenza di circa 70 avvocati di parte civile, contesta a Jessica di aver falsificato una fattura di 13.464 euro per l'acquisto della schiuma con cui nel 2015 era stato ricoperto il soffitto dell'interrato del Constellation. Il documento riporterebbe alcune alterazioni con caratteri riconoscibilmente diversi e anche con macroscopici errori: sarebbe stata emessa in Germania, ma con l'indicazione dell'Iva in vigore in Francia. I motivi della falsificazione? Mancava una pezza giustificativa e così un preventivo è stato 'trasformato' in una fattura.