Si può intervenire senza toccare la Costituzione, ma serve la volontà politica
Stefano Giordano
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Mercoledì 3 giugno si sono seduti allo stesso tavolo del Ministero della Giustizia i capigruppo della maggioranza. Tre ore di confronto. Forza Italia spinge per chiudere le riforme già approvate da un ramo del Parlamento: prescrizione e sequestro degli smartphone. Fratelli d’Italia frena, vuole ricucire con le toghe. Il risultato è un’altra riunione, al 9 giugno.
Il tempo passa, il mandato democratico aspetta. Eppure quei 12 milioni che votarono Sì non erano fanatici garantisti. Erano cittadini che chiedevano un sistema più razionale. E tra le cose che chiedevano c’era anche — indipendentemente dalle posizioni di principio sulla riforma costituzionale — mettere ordine nel groviglio che oggi governa la prescrizione del reato.









