Roma 6 giugno 2026 – Francesco Paolo Sisto, viceministro alla Giustizia, senatore azzurro, garantista, è convinto che la stagione delle riforme della giustizia non sia finita, anzi. E che le scelte possano diventare leggi “entro la legislatura”.

Tutto archiviato per Berlusconi e Dell’Utri nell’inchiesta sui mandanti esterni alle stragi mafiose del 1993. È la fine di un teorema che, in qualche modo, pesava anche su Forza Italia?

"Quando ci sono tante archiviazioni per gli stessi fatti, l’idea che ci si fa è di una ossessione nelle indagini e le indagini ossessive non sono mai buone indagini. In questo caso una maggiore oculatezza ed equilibrio avrebbe evitato questo sfascio dal punto di vista giudiziario, di cui sarebbe interessante anche verificare i costi, che secondo alcuni potrebbero arrivare a 25 milioni. Alla fine è stato dimostrato quello che non poteva non essere dimostrato: Berlusconi era lontano dalle mafie come noi da Giove, era una mission impossible collegarlo a una qualsiasi lettera della parola mafia”.

Intanto Forza Italia rilancia sulla responsabilità civile dei magistrati. Che cosa volete fare?

“Nella riunione di maggioranza abbiamo chiesto un tavolo per discuterne. Abbiamo avanzato la nostra proposta prima di sapere del tribunale di Firenze e, tra l’altro, mi chiedo come mai la notizia sia arrivata con così tanto ritardo, segnatamente dopo il referendum. Comunque, non esiste una responsabilità senza sanzioni: in 15 anni ci sono state solo 15 sentenze sulla responsabilità civile dei magistrati, un intervento è necessario. Ma sia chiaro: nessun revanchismo, né voglia di punire nessuno, ma di responsabilizzare tutti”.