Giustizia

Antonio Mastrapasqua

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C’è chi ha preso l’esito del referendum dello scorso mese di marzo come una pietra tombale sul tema della riforma della Giustizia. Non tutti per fortuna. Ma anche nella maggioranza, che era parsa tetragona nel difendere il quesito sulla separazione delle carriere dei magistrati, riemergono tentazioni giustizialiste, mai sopite, che si traducono in una difesa sostanziale dei giudici che sbagliano.

La nuova iniziativa di Forza Italia – che per bocca del presidente dei suoi deputati, Enrico Costa – ha annunciato una proposta di legge sulla responsabilità dei giudici, non ha trovato molti consensi nei partiti alleati. In un messaggio postato su “X”, Costa ha scritto: “Sono trascorsi due mesi dal referendum sulla giustizia che, al di là del risultato deludente, ha evidenziato tante criticità che restano, irrisolte, ancora tutte sul tavolo. La strada da intraprendere è quella di intervenire con riforme ordinarie capaci di restituire piena efficienza all’amministrazione della giustizia e di rafforzare le garanzie costituzionali assicurate ai cittadini”. “I temi sono molti, a partire dagli interventi sul processo civile e alle riforme già approvate in un ramo del Parlamento su prescrizione e smartphone. Fondamentali sono – aggiunge Costa – interventi in tema di ordinamento giudiziario, per far fronte alle “degenerazioni correntizie” riconosciute tardivamente anche dall’Anm e per garantire che al merito non si anteponga la tessera di corrente”.