C’è un tema che si aggancia al dibattito intorno la riforma sulla separazione delle carriere, e riguarda gli errori giudiziari. Il responsabile giustizia di Forza Italia Enrico Costa ha squadernato le cifre sui social. «Ho calcolato che dal 1992 a oggi gli innocenti arrestati e poi assolti siano stati almeno 100 mila». E spiega come si arriva a questa cifra: «Alle 32.262 persone che hanno ottenuto dallo Stato la riparazione per ingiusta detenzione, bisogna aggiungere gli innocenti che il risarcimento se lo sono visti respingere per una giurisprudenza vergognosa che rigetta almeno il 50% delle domande. E a tutti costoro vanno aggiunti, e sono tantissimi, gli innocenti che la domanda di risarcimento neanche l’hanno presentata, per ragioni più svariate. E, soprattutto, chi sbaglia non paga mai. Neanche viene chiamato a rispondere». Costa poi affonda: «Tutti i magistrati interessati hanno proseguito serenamente la loro carriera, forti di valutazioni di professionalità positive al 99% dispensate dal Csm delle correnti». A proposito di questa cifra piuttosto bulgara delle valutazioni positive, Costa spiega: «Sembra quasi che gli errori e le ingiuste detenzioni siano dei fisiologici effetti collaterali del lavoro del magistrato. Per me non è così. Lo Stato deve lavorare affinché questa cosa non ci sia più, perché togliere la libertà a un innocente è qualcosa che distrugge lo Stato di diritto». Dunque, stante il fatto che il ddl Nordio che sarà sottoposta al voto referendario prevede anche l’introduzione di un’Alta Corte per l’esercizio della funzione disciplinare, l’aspetto degli errori giudiziari rientra pienamente nel dibattito sulla riforma. Al cambiamento di sistema che potrebbe essere validato dagli elettori si lega anche un aspetto economico. Lo sottolinea Gino Sciotto, presidente della Federazione Autonoma Piccole Imprese. Un sistema giudiziario più veloce, efficiente e prevedibile è una condizione essenziale per la crescita economica del Paese. In particolare, le piccole e medie imprese, che costituiscono l’ossatura del nostro tessuto produttivo, trarrebbero grandi benefici da tempi certi e da procedure più snelle, recuperando competitività e contribuendo allo sviluppo dell'economia nazionale», ha spiegato in una nota.
Giustizia, centomila arrestati e assolti. E i magistrati non pagano
C’è un tema che si aggancia al dibattito intorno la riforma sulla separazione delle carriere, e riguarda gli errori giudiziari. Il respon...









