Un dato sbalorditivo
Luca D'Alessio
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Giustizia e spese dello Stato. Malagiustizia ed aggravio delle spese a carico dell’erario. Ed i cittadini devono farne fronte. Spesso la macchina governativa è costretta a sacrificare il finanziamento di alcune voci di welfare, necessarie per un livello di qualità di vita migliore, per poter far fronte a capitoli di spesa totalmente diversi che gravano anche sul contesto della ricchezza economica del Paese. Analizzare in modo esaustivo questo aspetto significa ben comprenderne la complessità ed anche capire che, d’altronde, la questione potrebbe essere fronteggiata in modo totalmente diverso. Negli ultimi mesi si è fatto un gran parlare del potere giudiziario: il suo ruolo, la sua autonomia, il suo modus operandi.
Un articolato, spesso non facile e delicato discorso sul peso del terzo potere dello Stato, sulla separazione dei poteri e delle carriere. Tutti abbiamo conosciuto l’esito del Referendum. Ma l’onda lunga della riforma giudiziaria può dirsi esaurita? I propositi del governo per una giustizia diversa, più efficiente e più uniformemente tesa agli standard europei possono dirsi estinti? Crediamo sia un obbligo dare una risposta anche ai 13 milioni di elettori che si sono espressi favorevolmente al referendum. Una riforma quella della giustizia che contempla numerosi aspetti, forse anche quelli non rubricati nel quesito referendario sul quale ognuno di noi ha espresso la propria preferenza. Intendiamo anche, e non secondario come aspetto, ciò che concerne gli errori giudiziari ed il loro peso sul Pil. Esiste uno studio dell’associazione Errorigiudiziari.com, che da circa trent’anni, analizza ed elabora dati su questo aspetto.








