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Nell’ultimo quinquennio, su 872 cause e 375 sentenze emesse, soltanto 15 condanne per responsabilità civile dei magistrati. Sono questi i numeri della legge, che secondo l’Anm avrebbe penalizzato, e non poco, la categoria dei giudici. Ancora più eclatante il dato degli ultimi dodici mesi: su 61 sentenze soltanto 3 condanne. Ecco perché, secondo Enrico Costa, il deputato che, attraverso un post X, ha portato alla ribalta il caso, nel 2015 non ci sarebbe stata alcuna «legge contro le toghe», come invece sosteneva il sindacato di categoria. Si tratterebbe, al contrario, delle classiche «difese corporative» di chi, ogni volta che si prova a cambiare lo status quo, grida allo scandalo. L’accusa, dunque, verso i membri dell’associazione di categoria che, in queste ore, non perdono occasione per criticare il cambiamento voluto dal ministro Nordio. «Oggi – sottolinea – fanno esattamente come allora. Strillano all’intimidazione, lanciano slogan terrorizzanti, solo ed esclusivamente per continuare a non rispondere degli errori». Non c’è giorno che non c’è una nota del solito presidente Parodi in cui viene criticata la tanto discussa separazione delle carriere. Nell’ultima presentazione del suo libro, aveva spiegato come «un pm non specializzato è debole nella lotta a un certo tipo di criminalità».