Conviene partire dai dati diffusi dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio, in Parlamento. Alla Camera dei deputati. Il Guardasigilli interviene durante il question time e una delle interrogazioni riguarda i danni da ingiusta detenzione in Italia. In soldoni: quanto lo Stato nel corso degli anni è stato obbligato a pagare per aver mandato in galera un innocente. In fondo la “questione giustizia” è tutta qui: se la “macchina” funziona bene, non dovrebbero esserci intoppi. E invece.

Rispondendo a una domanda del forzista Enrico Costa, Nordio comunica i numeri aggiornati dopo aver chiesto lumi al ministero dell’Economia. Per l’intero 2024, tanto per cominciare, sono stati liquidati indennizzi a titolo di riparazione per ingiusta detenzione pari a 26,9 milioni di euro. Quest’anno, invece - ma il dato è giocoforza parziale, fino al 31 ottobre- sono già state accolte «535 domande» di risarcimento per un importo complessivo «a carico dell’Erario pari a 23.850.925 euro». E il quadro potrebbe anche peggiorare, avverte il ministro della Giustizia, visto che sono state presentate 913 istanze non tutte, evidentemente, evase. Altro elemento da tenere in considerazione: premesso che «la misura cautelare dovrebbe essere un’eccezione tenuto conto della presunzione di innocenza prevista dalla Costituzione», lo scorso anno in Italia «le misure cautelari personali coercitive emesse sono state 94.168, di cui 48.900 sono custodiali (cioè custodia cautelare in carcere, arresti domiciliari o luogo di cura)». E anche questi non sono numeri definitivi.