Roma, 29 maggio 2026 – I giudici di pace ancora sulle barricate (ma sullo sfondo s’intravede una soluzione). Premette Luigi Vingiani, avvocato e segretario nazionale Confederazione giudici di pace: “Stiamo facendo una serie di cause in tutti i tribunali italiani al Consiglio di Stato, alla Corte di giustizia e alla Corte costituzionale”. La stessa che con la sentenza 71 del 12 maggio 2026 ha di fatto considerato legittime le richieste della categoria. Luigi Vingiani, segretario nazionale giudici di pace

Che cosa chiede la magistratura onoraria

Ma che cosa chiede la categoria? In sintesi, un riconoscimento dei diritti, anche pregressi: previdenza, ferie retribuite e assistenza. Insomma, forti di quell’ultima pronuncia della Corte Costituzionale, i giudici di pace presentano la lista delle rivendicazioni e mettono in fila “copertura previdenziale, maternità, malattia… A seguito di questo pronunciamento, il sottosegretario alla Giustizia, Alberto Balboni, ha convocato tutte le associazioni della categoria, per cercare di arrivare a una proposta unitaria. A breve è previsto un nuovo incontro”.

Lo sbocco potrebbe essere rappresentato da un risarcimento per tutti gli anni – trenta – di lavoro svolto senza garanzie. Naturalmente, si dovrà trovare un accordo sulla cifra.