Tre anni fa, il 22 novembre 2023, lei Matteo Frasca, da presidente della Corte d’Appello di Palermo, con i colleghi delle altre 25 Corti italiane, firmò una lettera al Guardasigilli, mentre che già la Camera discuteva il ddl Pittalis sulla prescrizione, per chiedere una norma transitoria salva-processi. Ma è possibile che adesso, per la quinta volta, Forza Italia cambi le regole con una nuova legge?

Sì, lo è, perché compete al Parlamento emanare le leggi anche su questa materia. Ma sono state fatte quattro riforme in 20 anni, e questa sarebbe la quinta. Di cui tre nell’arco di soli 8 anni, ma tutte le norme, prescrizione compresa, necessitano della stabilità che contribuisce molto all’efficienza degli uffici.

Al Senato Giuseppe Ondei, presidente della Corte d’Appello di Milano, ha allarmato la commissione Giustizia sui calcoli necessari, processo per processo, reato per reato, per ricalcolare la nuova prescrizione. Ha chiesto una norma transitoria. Il governo ne ipotizza una per salvare quelli in primo grado. È una soluzione possibile?

Davanti all’ennesima riforma sulla prescrizione, ci siamo limitati a chiedere, non certo per interferire sul suo contenuto, una norma transitoria per coordinare le diverse leggi per le possibili interferenze tra loro.