Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
24 NOVEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 13:13
Un vertice per decidere i prossimi passi. E soprattutto le prossime riforme da fare. Martedì scorso in via Arenula il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha incontrato il viceministro Francesco Paolo Sisto e i sottosegretari Andrea Delmastro e Andrea Ostellari per una riunione politica. Cosa fare delle riforme sulla giustizia ferme al palo? Alla fine l’esito è stato chiaro: nessuna riforma sarà approvata prima del referendum sulla separazione delle carriere che si terrà a marzo o inizio aprile. Dopo però il governo intende procedere spedito su due disegni di legge: la riforma della prescrizione e quella che rende più difficile il sequestro degli smartphone.
Quest’ultimo disegno di legge, a prima firma del senatore Pier Antonio Zanettin, era stato calendarizzato in aula il 20 novembre ma alla fine sarà rinviato. La norma prevede l’obbligo del pm di sottoporre al vaglio e al via libera del gip il sequestro di un cellulare per esaminare prima il suo contenuto, eliminando ciò che è strettamente privato. Su questo è in atto uno scontro nella maggioranza di governo con Fratelli d’Italia che, con la presidente della commissione Antimafia Chiara Colosimo, chiede modifiche più stringenti soprattutto per non intaccare le inchieste contro la criminalità organizzata. Per evitare spaccature nella maggioranza e messaggi troppo punitivi in vista del referendum è stato deciso di rinviare tutto a dopo la consultazione. Ma dopo l’esito referendario, soprattutto se dovesse vincere il Sì, il governo vuole andare avanti approvando il disegno di legge in aula alla Camera. Manca solo l’ultimo passaggio in aula.






