C’è vita, o meglio atomo, anche a sinistra. L’opposizione ha votato in larga parte contro il disegno di legge sul nucleare, approvato ieri alla Camera. Ma non tutti sono contrari. Azione, +Europa e voci dal gruppo Misto sposano l’iniziativa del governo, i renziani si astengono con qualche perplessità, nel Partito democratico Elly Schlein offre una timida apertura, persino nel Movimento 5 Stelle “non c’è preclusione ideologica”.

La destra, compatta, esulta: è rivoluzione atomica. Il centro studi di Fratelli d'Italia redige un dossier per spiegare la “svolta storica per la Nazione”. Nella nota informativa riservata, consultabile dai parlamentari meloniani, vengono “smentiti i no ideologici della sinistra” e si elencano principi guida, tempi e coperture finanziarie. Il documento interno riflette sulla “dipendenza” energetica dell’Italia: il "nuovo" nucleare “non è in contrapposizione con le fonti di energia rinnovabili”. Ragionamenti diffusi anche tra Lega, Forza Italia e vannacciani: tutti a favore. Meno tra le opposizioni.

Ieri, a Montecitorio, s’è consumato un primo passo, ma l’entusiasmo sembra esagerato: il testo - cinque articoli in tutto - fissa la cornice (una delega, appunto) entro la quale l'esecutivo potrà riaprire le porte al nucleare con uno o più decreti legislativi. Lo scopo è quello di regolare la produzione e l'utilizzo di energia “da fonte nucleare sostenibile”, come da definizione dell'Unione europea. Nella delega, che ora passa al Senato, si fa riferimento anche ai nuovi impianti di produzione Small modular reactors (Smr) e Advanced modular reactor (Amr). “Nuove tecnologie che saranno mature e disponibili all'inizio del prossimo decennio”, spiega il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin.