Dopo il via libera della Camera al ddl delega sul nucleare sostenibile, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, spiega perché il governo Meloni vuole avviare, nell’ultimo anno di mandato, la riforma dell’atomo. Il ministro apre all’ipotesi di un referendum: “Rispetto per le scelte dei cittadini”.

Dopo l'approvazione della Camera al disegno di legge delega, portato avanti dal ministro per l'Ambiente e la Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, sul nucleare sostenibile, l'esponente di Forza Italia spiega come il governo Meloni vuole lavorare, nel suo ultimo anno di mandato, alla riforma sull'atomo.

L'iniziativa portata avanti dal governo, per Pichetto Fratin, rappresenta una soluzione alla crisi energetica dell'Italia e un passo in avanti verso l'autonomia. "Non si fa quello che è popolare, ma ciò che è giusto per il Paese", spiega il ministro, che, all'idea di un terzo referendum sul nucleare, afferma di avere "massimo rispetto per le scelte dei cittadini". Come ha votato la Camera per il nucleare, il ministro: decreti "entro Natale" L'ok della Camera è arrivato giovedì 4 giugno, con 155 voti favorevoli dai deputati della maggioranza e di Azione, 8 astenuti dai banchi di Italia Viva e 86 contrari provenienti da Partito democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi Sinistra. Il provvedimento passa ora al Senato, mentre la squadra di governo cerca di accelerare sui decreti legislativi attuativi, perché, sostiene Pichetto Fratin nelle pagine del Corriere della Sera, "per poter produrre nella metà del prossimo decennio bisogna approntare gli strumenti oggi".