Restano in carcere i due maggiorenni accusati dell'omicidio di Bakari Sako, il 35enne bracciante originario del Mali ucciso all’alba del 9 maggio nella città vecchia, in piazza Fontana. Lo ha deciso il tribunale del riesame di Taranto rigettando i ricorsi della difesa del 20enne Fabio Sale e del 22enne Cosimo Colucci: in attesa di leggere le motivazioni, il collegio, presieduto dalla giudice Rosa Anna De Palo e a latere Alessandro de Tomasi e Sara Gabellone, ha sostanzialmente dato ragione alla ricostruzione compiuta dalla pm Paola Francesca Ranieri che ha coordinato l'inchiesta degli investigatori della Squadra Mobile, guidati dal vice questore Antonio Serpico.

Gli avvocati Pasquale Blasi e Andrea Maggio avevano chiesto la scarcerazione dei due indagati sostenendo che non solo non avevano avuto nessun ruolo attivo nel pestaggio del 35enne, ma neppure erano a conoscenza delle coltellate inferte da uno dei minori.

Una tesi combattuta dall'accusa che invece ha ribadito che pur non essendo stati gli esecutori materiali del delitto, hanno comunque offerto un contributo al gruppo nelle diverse fasi dell'omicidio.