Restano in carcere i due ragazzi maggiorenni accusati, insieme ad altri quattro minori, di aver ucciso Bakari Sako. Lo ha deciso il Tribunale del Riesame respingendo i ricorsi dei difensori. Il 35enne maliano è stato aggredito e accoltellato a Taranto il 9 maggio scorso.
Bakari Sako, 35 anni.
Restano in carcere anche i due ragazzi maggiorenni accusati, in concorso con altri quattro minorenni tra i 15 e i 16 anni, di aver ucciso di Bakari Sako, il bracciante maliano di 35 anni morto all'alba del 9 maggio scorso nella città vecchia di Taranto dopo una brutale aggressione, culminata con tre coltellate.
La decisione del Tribunale del Riesame è arrivata oggi, venerdì 5 giugno. Respinti quindi i ricorsi presentati dai difensori. Al momento è stato depositato solo il dispositivo del provvedimento. Si tratta del 20enne Fabio Sale e del 22enne Mimmo Colucci. Entrambi, secondo l'accusa, avrebbero avuto un ruolo attivo nell'aggressione sfociata nell'omicidio del maliano, picchiato e poi colpito con tre coltellate da un 15enne.
Nei giorni scorsi è stata respinta dal Riesame, il collegio composto dalla presidente del Tribunale per i minorenni Fabrizia Famà e dalla giudice Serena Gentile, anche la richiesta di revoca o sostituzione della misura restrittiva con il trasferimento in comunità avanzata dai legali dei quattro minorenni. I quattro minori si trovano attualmente negli istituti penali minorili di Bari e Lecce. La difesa del sedicenne accusato di aver impugnato il coltello aveva chiesto una misura meno afflittiva e il trasferimento in comunità, sostenendo che la confessione resa dal ragazzo attenuerebbe le esigenze cautelari.






