di
Cinzia Testa
Esiste una relazione fra genetica, ambiente e microbioma. Ci sono fattori di rischio ma anche predisposizioni genetiche. Importante la finestra di tempo del primo anno di vita
Un colpo di scena degno di un legal thriller. Con l’imputato assolto nelle ultime dieci pagine, grazie a un minuzioso lavoro investigativo. Qui, l’imputato è la mamma, l’accusa è di essere la responsabile dell’autismo del figlio. E ad avere ribaltato questa e altre concezioni sbagliate è Gemma, ritenuto a tutti gli effetti il primo studio prospettico al mondo su questa malattia.
Studio sui biomarcatori È ora di dire basta ai sensi di colpa. Perché l’autismo è ben altro. A dimostrarlo è lo studio che sembra avere il nome di una bimba, Gemma, ma che in realtà è l’acronimo di, in italiano, Genoma, Ambiente, Microbiota e Metaboloma nell'Autismo. Per sette anni, un team di ricercatori europei e statunitensi ha seguito 344 famiglie con già un figlio autistico e un fratellino oppure sorellina, di età compresa tra 0 e sei mesi alla data del reclutamento.








