“Stiamo costruendo le fondamenta del palazzo. Ci vorrà tempo per finirlo, ma senza le fondamenta sarebbe impossibile. Oggi gettiamo le basi”. Basi che servono a comprendere meglio il fenomeno autismo, aumentato negli ultimi anni in modo così drastico e veloce da far escludere ragionevolmente cause soltanto genetiche. E facendone ipotizzare di altre, a cominciare dal microbioma intestinale, che potrebbe diventare uno dei possibili biomarcatori della malattia.

Alessio Fasano, ordinario di Pediatria alla Harvard Medical School, scienziato internazionale, grande studioso di celiachia, che ha caratterizzato come patologia autoimmune, è anche presidente e direttore scientifico della fondazione Ebris, una joint venture tra Harvard e la sua Salerno, città dove ha scelto di presentare i dati preliminari del progetto Gemma, acronimo di genoma, ambiente, microbioma e metaboloma nell’autismo, finanziato nell’ambito del programma Horizon 2020, e realizzato con 15 università, centri di ricerca e partner di tutta Europa e degli Usa. Ed è nella sua città, dove ha raccolto molti dei ricercatori internazionali coinvolti nel progetto, che lo abbiamo intervistato.

Professor Fasano, che cosa dicono i numeri dei bambini malati di autismo?