A Macerata sesto ballottaggio nella storia per la scelta del sindaco, da quando esiste la legge elettorale a doppio turno (legge 81 del 1993): nel 1993 prevalse Gian Mario Maulo, nel 1997 Anna Menghi, nel 2000 Giorgio Meschini poi riconfermato al primo turno nel 2005, e Romano Carancini nel 2010 e nel 2015. In questo caso la sfida è tra il sindaco uscente Sandro Parcaroli, per il centrodestra, che ha sfiorato la vittoria al primo turno con il 49,96% di consensi e una manciata di voti (meno di 10), e Gianluca Tittarelli (centrosinistra; 41,95% primo turno).
Nel pomeriggio sarà a Macerata il leader leghista e vice premier Matteo Salvini a sostegno di Parcaroli che, a fronte di un primo no del Tar, attende la discussione nel merito dell'istanza di riconteggio delle schede dopo l'esito thrilling del primo turno. Tittarelli, dopo aver coinvolto nella campagna Romano Mari, presidente dell'Ordine dei Medici di Macerata, ha siglato un accordo con Marco Sigona, altro candidato che si era presentato in solitaria al primo turno.
Lunedì, dalle 15, saranno operativi in Comune il centro informativo e la sala stampa per seguire lo spoglio. Sono 36.441 i chiamati alle urne in 44 seggi, tutti privi di barriere architettoniche. Per quanto riguarda la scheda di voto, di colore azzurro, a sinistra, appare per primo il nome e cognome Gianluca Tittarelli, sorteggiato al primo posto, seguito, a destra, dal nome e cognome del candidato Sandro Parcaroli. Sotto i nomi dei due candidati un rettangolo con le liste a sostegno (identiche a quelle del primo turno perché non si sono verificati apparentamenti tra i due turni): "Il voto è valido anche quando l'espressione del voto stesso sia stata apposta fuori dallo spazio concernente il nominativo del candidato, ovvero sul contrassegno di un gruppo o di una lista collegati.














