Nelle Marche, a Macerata, il centrodestra cerca il bis con il sindaco uscente Sandro Parcaroli, sfidato dal centrosinistra unito con Gianluca Tittarelli e da altri tre candidati outsider. La città, terzo capoluogo di provincia più popoloso della regione, andrà al voto insieme ad altri 666 Comuni il 24 e 25 maggio prossimi, con eventuale ballottaggio il 7 e l'8 giugno. Il sindaco uscente, Sandro Parcaroli, ha deciso di ricandidarsi dopo mesi di incertezza: imprenditore avvicinatosi tardi alla politica, aveva iniziato come civico per poi passare alla Lega. Guida una coalizione ampia che comprende sei liste, tra partiti (come Fratelli d'Italia, Forza Italia e la stessa Lega) e civici. Il principale sfidante di Parcaroli è Gianluca Tittarelli, candidato della coalizione di centrosinistra. Tittarelli è il direttore del centro commerciale Valdichienti e presidente della Pallavolo Macerata. Anche lui è alla prima esperienza politica, il suo nome è uscito dopo lunghe trattative nel campo largo di centrosinistra che si presenta unito, mentre Azione rimane fuori. In corsa ci sono altri tre candidati: Mattia Orioli, Giordano Ripa e Marco Sigona. Questi ultimi sono due medici. Ripa è in pensione e nel 2020 era stato eletto in Consiglio comunale nelle liste che sostenevano Parcaroli. Sigona è un dermatologo che in precedenza aveva cercato di imporsi come candidato sindaco della coalizione di centrosinistra. Alla fine, la coalizione aveva scelto Tittarelli. Mentre Mattia Orioli, avvocato, è il candidato del Terzo Polo, sostenuto da una sola lista con Azione, Base Popolare e Radicali Italiani. In questi ultimi giorni di campagna elettorale si discute molto delle infrastrutture che la destra si sta affrettando a inaugurare e dei nuovi grandi progetti annunciati, come il nuovo ospedale. A marzo è stato inaugurato il sottopasso di via Roma, che ha cambiato la viabilità della città; poi il taglio del nastro della nuova piscina. Il sindaco uscente è finito al centro delle polemiche per la questione della discarica. A 18 giorni dal voto, l'assemblea dei sindaci dell'Ata ha approvato una modifica ai criteri per scegliere il luogo dove sorgerà il sito. Gli amministratori di centrosinistra protestano perché credono che questa decisione, che sembra escludere il capoluogo, andrà a scapito dei comuni amministrati dall'opposizione.