Secondo il Barometro Politico di maggio di Demopolis se si tornasse oggi alle urne per le elezioni politiche, le due coalizioni principali sarebbero ancora in un testa a testa, con un lieve vantaggio di mezzo punto per il cosiddetto campo largo.

L'area progressista, che comprende Partito Democratico, M5s, Alleanza Verdi Sinistra, +Europa ed Italia Viva, sfiorerebbe il 46%, mentre i partiti dell'attuale maggioranza del governo Meloni si fermerebbero al 45,3%. Correrebbero oggi da soli Futuro Nazionale con il 3,6% e Azione con il 2,7%. Il trend, rilevato dall'Istituto diretto da Pietro Vento, segnala un riavvicinamento tra le due coalizioni, avvenuto negli ultimi 6 mesi, con un ruolo non indifferente svolto dalla partita referendaria, che ha visto il centrodestra sconfitto.

Da dicembre ad oggi il campo largo è cresciuto dal 45 al 45,8%; il centrodestra è passato invece dal 48,6 al 45,3%, penalizzato anche dalla nascita del partito di Vannacci. Quanto sono importanti le primarie per l'elettorato del centrosinistra In uno scenario in vista delle elezioni politiche del 2027, il cui esito sembra tornare incerto, assumono un ruolo significativo le primarie del centrosinistra per la scelta del candidato premier della coalizione. Il 53% dell'elettorato progressista le ritiene necessarie; la pensa diversamente il 38%, che preferirebbe una soluzione senza ricorrere ai gazebo.