Macerata, 6 giugno 2026 – È il sesto ballottaggio per la scelta del sindaco nella storia di Macerata, da quando esiste la legge elettorale a doppio turno.
La sfida di domani e lunedì mette l’uno contro l’altro il primo cittadino uscente Sandro Parcaroli (Lega) per il centrodestra, che ha sfiorato la vittoria al primo turno con il 49,96% di consensi e 10.044 voti, e Gianluca Tittarelli, un civico che ha riunito il campo largo maceratese, candidato del centrosinistra con il 41,95% ottenuto al primo turno e 8.435 voti. La sfida è accesa. Tra loro c’è uno scarto di poco più di 1.600 voti a favore di Parcaroli.
E due settimane, quelle tra il primo e il secondo turno, fatte di un doppio ricorso al Tar, uno al Consiglio di Stato, sfoghi telefonici con messaggi audio di chiamata alle armi, polemiche sul voto cattolico e persino l’intervento del vescovo Marconi tirato per la giacchetta da più parti. Due settimane in cui il clima di confronto che ha preceduto il primo turno elettorale si è, in un certo senso, ribaltato.
Cosa è successo al primo turno delle elezioni per il sindaco di Macerata
Parcaroli ha mancato il bis al primo turno per dieci voti: il giorno dello spoglio i suoi sostenitori hanno festeggiato ancora prima di avere la vittoria certa in tasca. E dall’altra parte, invece, la coalizione di centrosinistra, il Pd delle Marche in particolare, aveva ammesso già nel pomeriggio la sconfitta con una nota ufficiale: un doppio abbaglio bipartisan, in pratica, che ha scatenato tanta ironia e anche qualche polemica.






