La recente presa di posizione/astensione di Francesco De Gregori rispetto alle crisi in corso sta suscitando un’ampia polemica, che del resto rimette in gioco l’eterno tema del rapporto tra intellettuali o artisti e politica.
Molti lo hanno accomunato a Erri De Luca, il quale negli stessi giorni si è espresso in senso filosionista nell’annunciare la partecipazione al festival internazionale degli scrittori di Gerusalemme, invece disertato – contro lo stragismo antipalestinese del governo Netanyahu – da altri letterati come il premio Nobel J.M.
Coetzee.
Che cosa ha detto il settantacinquenne cantautore di “Generale”, “La storia” e “Niente da capire”?
«Provo sempre un certo imbarazzo quando un uomo di spettacolo, che quindi ha una visibilità pubblica, vuole schierarsi in maniera così netta su questioni internazionali di guerra perché tutto ciò tutto che ci sta intorno va analizzato con estrema cura.













