di

Ida Palisi

Il ricordo: «Tutti si aspettavano che venisse con un elicottero e invece arrivò su un'auto scassata. Quando salì le scale del San Paolo sembrava che volasse e io lo fotografai di spalle». La mostra «Maradona incontra il Giappone»

Cinque luglio 1984, sessantamila spettatori allo Stadio San Paolo di Napoli, una folla di fotografi ad aspettare che il pibe de oro si calasse da un elicottero e venisse giù dal cielo a salvare Napoli e il suo popolo di demoni travestiti da angeli. Invece lui scese da un’utilitaria, magro, minuto, con la «capa di bomba» riccia che diventerà più iconica della Marylin di Andy Warhol per i tifosi partenopei e per chi, al mondo, si è innamorato del suo mito. Il fotografo Luciano Ferrara non era uno di questi cuori perduti. Ma riuscì a rendere quel piccolo «Messia del pallone» un gigante che si libra in aria, grazie alla foto che gli scattò mentre saliva le scale per andare sul campo e che è diventata l’immagine simbolo dello Stadio, oggi a lui intitolato.L’immagine sarà in esposizione nella home gallery di Federica Gioffredi al Parco Margherita (11 giugno alle 18.30) per la rassegna «Maradona incontra il Giappone» che prosegue mercoledì 17 giugno nell’archivio di Ferrara in via Foria con la mostra di Gioffredi sulle città giapponesi. Il fotografo napoletano espone dieci fotografie di Diego con due opere inedite, scattate il 5 luglio 1984.