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di Alfredo Zermo
03 Giugno 2026, 19:12
C'è una frase che Gianluca Di Marzio custodisce come una reliquia professionale. Parigi, ristorante, 2016, cena con Vialli e altri. I bodyguard di Maradona spingono. Diego li ferma: «È il figlio del mio amico Gianni, con lui parlo». Venti minuti di intervista. «Il mio colpo più grande», racconta Gianluca alla Gazzetta dello Sport in un lungo ritratto del padre scomparso nel 2022.
Gianni Di Marzio, napoletano di Mergellina, classe 1940, allenatore e poi dirigente, talent scout ante litteram in un'epoca in cui per scoprire un campione bisognava salire su un aereo e fidarsi del proprio occhio. Un uomo che aveva visto Maradona prima di tutti, che aveva intuito Cristiano Ronaldo prima che il mondo sapesse pronunciare quel nome, e che con Catania - e con Angelo Massimino - aveva scritto una delle pagine più curiose del calcio meridionale.









