Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

25 NOVEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 7:00

Da queste parti è un’altra dimensione. E chi ti ricorda che sono trascorsi cinque anni da quel maledetto 25 novembre, neppure ci pensi. Dettagli trascurabili, insignificanti. Del resto ‘o tiempo e che fa tutto cresce e se ne va. Allerìa, pe’ ‘nu mumento te vuò scurdà che hai bisogno d’alleria, ci racconta in una sua bellissima canzone Pino Daniele. È così. Nei quartieri, nelle strade, nelle piazze, nei vicoli lui c’è sempre. È Allerìa. Diego Armando Maradona non ha mai lasciato la sua amata Napoli. Questo i napoletani lo sanno e lo hanno sempre saputo. Non c’è angolo che non abbia un suo ritratto, una sua sagoma, un suo murale. Lui c’è sempre per tanti che s’inventano la vita come raccontò lo stesso numero 10 al microfono di Gianni Minà. Voce di popolo, voce di Dio.

Non è casuale se nel cuore dei Quartieri spagnoli con una colletta popolare fu finanziato nel 1990 e in assoluto il primo murale dedicato al ‘Pibe de Oro’, ritratto con la maglia numero 10 e lo sponsor Mars. L’artista Mario Filardi, scomparso proprio nei giorni in cui moriva Maradona, lo dipinse su una facciata di un palazzo in via de Deo, ormai meta di turisti e sportivi. Nel 2023, secondo le stime delle agenzie turistiche, è stato visitato da circa 6 milioni di persone, posizionandosi come il secondo sito più visitato in Italia dopo il Colosseo.