Dalla Cina arriva un nuovo trend per l’intelligenza artificiale generativa applicata al campo dei video, ed è impressionante per velocità di esecuzione e coerenza narrativa.
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Il gioco si chiama “completa la storia”, o cadavre exquis per citare il termine originale. Si dice che sia nato nel 1925 dai surrealisti, e in origine prevedeva la creazione di un disegno collaborativo, dove il primo “giocatore” iniziava a disegnare su un foglio, lo piegava rivelandone solo una parte e passava il foglio e la matita all’artista successivo, con il compito di completare il disegno senza sapere quale fosse l’immagine nascosta.Successivamente è nata la versione testuale dove la storia veniva creata con il contributo, a turno, di ogni giocatore che aggiungeva alla frase di quello precedente un nuovo sviluppo. Ma cosa c’entra tutto questo con l’IA generativa? Semplice: dalla Cina è arrivata, con Pixverse, la versione “sotto steroidi” di questo gioco e, nell’era di YouTube e TikTok, non poteva che essere uno streaming video. Il proprietario del canale che organizza lo streaming utilizza l’intelligenza artificiale generativa per creare la scena iniziale e il protagonista. Un esempio? Un gatto sonnecchiante che si sveglia in una stanza al tramonto…Lo streaming viene avviato e gli spettatori iniziano a collegarsi. A differenza delle tradizionali dirette video, però, qui gli spettatori non sono fruitori passivi. I commenti sono piccoli pezzi della storia che continua, con la differenza che qui è l’IA generativa a creare il video in tempo reale. Il primo commento, ovviamente selezionato dal moderatore del canale per evitare oscenità, recita “ora si stiracchia e sale a bordo della sua auto sportiva”. In men che non si dica, e con una fluidità impressionante nella transizione, l’IA generativa crea movimenti di videocamera cinematografici che accompagnano la transizione dal gatto sonnecchiante al gatto che sale sulla sua auto sportiva e inizia a guidare. E la storia continua man mano che proseguono i commenti, senza fermarsi anche quando gli input si arrestano in attesa di nuovi utenti.Ma come funziona la tecnologia? Alla base c’è la generazione video con un flusso in alta definizione (ancora non è possibile farlo in 4K) che mantiene la consistenza tra le varie scene e, ancora più importante, utilizza un protagonista che è sempre lo stesso. Con i tool di generazione video precedenti, infatti, risultava più difficile per un pubblico meno esperto creare un personaggio che fosse coerente e consistente con il design iniziale. Con Il modello R1 di Pixverse, invece, tutto è già “codificato” e il sistema lavora dietro le quinte affinché l’input umano non richieda conoscenze specialistiche nel creare il prompt, cioè le istruzioni necessarie a far capire all’IA cosa vogliamo fare. Durante la dimostrazione, accessibile a tutti online visto che lo strumento è già utilizzabile, abbiamo assistito quindi alla creazione del mondo in diretta man mano che i commenti si aggiungevano nella chat del canale. Insomma, la versione potenziata di un gioco vecchio più di cento anni che, oggi, si trasforma in qualcosa in grado di mostrare i muscoli e le potenzialità dell’IA. In questa versione è infatti un passatempo, ma ci si può immaginare facilmente tutta una serie di utilizzi commerciali in futuro.









