VENEZIA - Il deputato vicentino Erik Pretto lascia la Lega, non dice dove andrà (pochi mesi fa era considerato nell’orbita del generale Vannacci, ora il barometro politico dice Forza Italia), ma tanto è bastato per aumentare le fibrillazioni nel centrodestra veneto, soprattutto nel Carroccio. Perché è vero che i sondaggi danno in crescita Futuro Nazionale ma, al di là delle previsioni degli istituti demoscopici, è il percepito a preoccupare. E quello che si avverte è che l’ex comandante della Folgore crescerà più delle previsioni: «Se il Pd con 150mila iscritti è al 22%, noi che di tessere ne abbiamo già 90mila dovremmo essere sul 10%», dicono i vannacciani.
Nel Carroccio, invece, lo spettro è, se non di tornare ai minimi storici del 2013 (4%), di scendere sotto la soglia psicologica del 5% e, peggio ancora, di essere sorpassati da Futuro Nazionale, tant’è che il “ritiro” annunciato da Matteo Salvini a Treviso all’inizio di luglio, sempre che davvero si faccia, potrebbe essere dirimente. «Vediamo cosa accadrà e, soprattutto, cosa farà Salvini», raccontano dall’ala del partito che non ha mai sopportato la svolta sovranista e meridionalista del Capitano. Finora, però, anche i più critici sono stati silenti, appena un anno fa Salvini è stato riconfermato segretario federale per acclamazione fino al 2029. Eppure, adesso qualcuno immagina che proprio dal Veneto si levi la richiesta di un congresso straordinario.











