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Ivan Commodaro, consigliere comunale di maggioranza non ci sta. L’immobilismo che sembra imprigionare il futuro del Cosenza calcio, lo preoccupa.

E così urla pubblicamente il proprio sdegno. «Il Cosenza Calcio non è una società come le altre. È un patrimonio collettivo» affrerma «che appartiene alla storia, all’identità e al cuore di un'intera comunità. Per questo motivo quanto sta accadendo in queste settimane non può essere letto come una semplice vicenda societaria privata. Le decisioni che verranno assunte avranno conseguenze importanti non solo sul futuro sportivo della squadra, ma anche sull'immagine, sull'economia e sulle prospettive di crescita della nostra città. Da tempo i tifosi manifestano disagio e preoccupazione per una situazione che ha portato il Cosenza a vivere una delle fasi più difficili della sua storia recente. Oggi, però, si prospetta una possibilità concreta di rilancio attraverso l'interesse manifestato da investitori che, secondo quanto emerso pubblicamente, avrebbero la capacità economica e imprenditoriale per garantire un progetto ambizioso e duraturo. Non si tratta soltanto di acquistare una squadra di calcio. Significa poter investire in strutture, marketing territoriale, eventi, attrazione di capitali, valorizzazione dell'immagine della città e dell'intera area urbana. Significa creare opportunità economiche che vanno ben oltre il rettangolo di gioco. Cosenza non può permettersi di restare indietro. Per questa ragione ritengo che la proprietà attuale abbia oggi una responsabilità enorme nei confronti della città, dei tifosi e del territorio. Anche il Comune di Cosenza, quale proprietario dello stadio, è chiamato a tutelare l'interesse pubblico e il patrimonio della collettività. L’utilizzo dell’impianto comunale per la prossima stagione non può essere considerato una formalità né un automatismo. Ogni valutazione dovrà essere compiuta tenendo conto della tutela della città, del rispetto degli impegni assunti e delle prospettive che si intendono offrire al calcio cosentino.