Facciamo così: cosa ne pensereste se un ministro della repubblica vi dicesse che ha fatto una legge per combattere le scie chimiche, o per dare spazio ai terrapiattisti? Prima di sorridere, e pensare vi stia mettendo di fronte a una paradosso, sappiate che è successo davvero. In Italia, il 4 giugno del 2026, il parlamento italiano ha approvato una legge che vincola l’insegnamento dell’educazione sessuale e affettiva nelle scuole al consenso dei genitori. E l’ha fatto, citazione testuale del ministro per l'istruzione, il leghista Giuseppe Valditara, per “tutelare i bambini dalla propaganda gender”. Ecco, per l’appunto: sappiate che la propaganda gender, o ideologia gender, o teoria gender, semplicemente, non esiste, come la terra piatta e le scie chimiche. È una teoria del complotto conclamata secondo cui ci sono psicologi che girano le scuole insegnando ai bambini a masturbarsi e a “confonderli” riguardo il loro orientamento sessuale. Il tutto, ça va sans dire, a beneficio di una fantomatica lobby gay che vuole conquistare il mondo e imporre l’omosessualità come nuova normalità. Gli ordini degli psicologi italiani combattono da anni questa teoria del complotto, che è nata più di una decina di anni fa in ambienti ultracattolici per opporsi al matrimonio egualitario e al riconoscimento dei diritti delle persone omosessuali. Che è stata usata in Polonia per creare, per legge, le Zone Anti-LGBT in più di cento comuni, spesso equiparando l’omossesualità alla pedofilia nei programmi scolastici. E che oggi diventa la pietra angolare con cui si prova a bloccare l’educazione all’affettività e al rispetto della diversità. Il tutto in un Paese come l’Italia in cui ci sono centinaia di aggressioni omofobe denunciate ogni anno. E in cui chi da bambino, o da ragazzino manifesta un’identità di genere non eterosessuale viene ancora invitato a tenerla nascosta, per paura che subisca ripercussioni a livello sociale, dalla discriminazione al bullismo. In cui resiste ancora l’idea del femminile come “sesso debole”, del rosa come colore che i maschietti non devono indossare, dei giocattoli “da mascnio” e “da femmina”. In cui l’aggressività maschile nei confronti di donne e omosessuali, o l’incapacità di accettare un rifiuto, sono ancora rubricate a fisiologiche differenze di genere. E non, invece, a retaggi patriarcali che dovremmo definitivamente scrollarci di dosso. Ecco: sappiate che da ora in poi le famiglie omofobe, quelle in cui si insegnano le cose che avete appena letto, potranno evitare che i loro figli possano imparare a scuola che esiste un modo diverso, più rispettoso dell’altro, di vivere la propria identità di genere. Piccola parentesi doverosa: indovinate a cosa serviva tutta la propaganda della Lega e della destra sulla famiglia nel bosco che aveva il diritto di crescere i propri figli come volevano i genitori, senza ingerenze da parte dello Stato. Indovinate perché la loro vicenda è stata così grottescamente strumentalizzata. Ora avete la risposta.
La nuova legge sull’educazione sessuale nelle scuole è una teoria del complotto in purezza
La nuova legge sull'educazione sessuale nelle scuole permette alle famiglie di decidere se i propri figli possano seguire percorsi di educazione alla sessualità












