Con l’approvazione definitiva avvenuta oggi al Senato (78 i voti favorevoli, 38 i contrari) diventa legge il consenso informato nelle scuole. Non senza forti malumori tra le file dell’opposizione: il senatore Pd Filippo Sensi racconta che durante i lavori in Aula stava per venire alle mani con il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara che l’esponente dem accusava di essere sparito durante l'esame del provvedimento.
Il testo si propone di informare le famiglie e gli studenti maggiorenni affinchè possano esprimere il proprio consenso informato preventivo, per iscritto, a iniziative extracurriculari e agli ampliamenti dell’offerta formativa sui temi attinenti all’ambito sessuale. Più in particolare, per le scuole medie e superiori l'acquisizione del consenso informato dei genitori - o degli stessi studenti se maggiorenni - diventa obbligatoria. Prima di chiedere l’autorizzazione, l’istituto deve fornire alle famiglie informazioni dettagliate su obiettivi, contenuti, materiali didattici ed eventuali esperti esterni coinvolti. Per chi non firma, la scuola è tenuta a predisporre attività formative alternative. Diversa la disciplina per le scuole dell’infanzia e primaria: qui il divieto è assoluto. Questi argomenti, stabilisce la legge, non possono essere affrontati in alcuna forma.











