Da sinistra Patrizia Convertino, Luca Pollini, Elena Mearini e Maria FratelliRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciL’originale é oggi difficile anche solo da immaginare. Con tutta quella sovrabbondanza di corpi, viaggi lisergici, disagio freakettone. Ma per fortuna il Festival di Re Nudo ha saputo (dovuto) cambiare nel tempo. Rinascendo qualche stagione fa sui ricordi, come rassegna dedicata alla sperimentazione e all’ibridazione fra linguaggi artistici. All’utopia. Mentre parallelamente ripartiva la storica rivista di controcultura, ora diretta da Luca Pollini. Appuntamento dall’11 al 14 giugno in Fabbrica del Vapore per una terza edizione che continua ad alzare l’asticella della proposta, mantenendo la consueta attenzione verso i talenti. Quattro giorni di eventi e incontri, gratuiti. Dove il legame più evidente con il festival originario é soprattutto nello sguardo libero e furioso sul mondo. In quel desiderio di essere comunità. Andando a comporre insieme una sorta di incubatore caleidoscopico di pensiero.

Quest’anno sul tema del "Futuro Bifronte". Per un progetto firmato da Re Nudo e Piccola Accademia della Poesia. "La terza edizione de “Le Notti dell’Underground – Il Festival di Re Nudo“ conferma la volontà di riportare la cultura alternativa nel cuore vivo della città – sottolinea Pollini –, non come memoria da celebrare, ma come pratica presente, necessaria e condivisa. Re Nudo continua così a fare ciò che ha sempre fatto: creare cortocircuiti vitali tra generazioni, linguaggi e visioni non conformi. Senza nostalgia, ma con radici profonde, il festival si conferma un punto di riferimento per la cultura alternativa contemporanea e per i talenti under 30 che cercano ancora spazi veri dove immaginare, disturbare, costruire". Chiara la volontà di fare della propria storia uno stimolo e non un santino. Grazie anche a una curatela stratificata, dove un centinaio di artisti si alternano a comporre più di una trentina di eventi multidisciplinari. "Come direttrice generale della Piccola Accademia di Poesia – ha commentato Elena Mearini – sono lieta di avere portato la poesia al centro di questa edizione del festival insieme ad altri linguaggi artistici, che la poesia stessa per sua natura contiene. Con Pollini abbiamo lavorato affinché il tema del futuro diventasse il cardine attorno al quale si sono mossi gran parte dei progetti. Non siamo nella negazione dell’orizzonte ma dentro una volontà di costruzione e rifondazione dello stesso".