L’elenco delle carenze di personale della sanità lombarda si aggiorna di un nuovo elemento con cadenza quasi quotidiana. Mancano medici di base. Mancano pediatri. Mancano anche infermieri, quest’ultima lacuna illustrata con dovizia di particolari dall’assessore regionale alla partita Guido Bertolaso. Per sopperire andremo a prenderceli qua e là all’estero, a partire dall’Uzbekistan. Intanto i nostri – qualificati e preparati da ottimi centri di formazione – scappano in Svizzera, dove sono loro garantite retribuzioni ben più sostanziose. Sta proprio qui il nodo: gli infermieri non sono pagati abbastanza. Gli stipendi sono fermi da almeno 15 anni. "E nessun governo, da allora, se n’è occupato”, annota ancora Bertolaso. Un tema, quello delle buste paga cristallizzate a un’epoca con un costo della vita ben diverso, che riguarda una pletora di professioni, in Italia. E così i cervelli fuggono, le competenze sfumano, i servizi peggiorano. Se gli stipendi sono fermi, è fermo il Paese.
Lacune d’eccellenza
La sanità lombarda, da sempre descritta come un fiore all’occhiello della nostra regione, sconta carenze di personale sempre più diffuse










