Milano, 5 giugno 2026 – Igor Squeo “coltivava progetti e aveva sogni nel cassetto”, come quello di aprire un piccolo locale a Milano, dopo aver lavorato per otto anni nel settore della ristorazione a Londra.
“Voglio sapere che cosa è successo quella notte, conoscere la verità sulla morte di mio figlio è ormai l’unica mia ragione di vita”, spiega la madre, Franca Pisano, che da quattro anni si batte per non far chiudere il caso con un’archiviazione e per fare luce su quella notte, tra l’11 e il 12 giugno del 2022, quando una volante della polizia intervenne per sedare una lite tra suo figlio, Igor Squeo, e un ragazzo ivoriano.
L’arresto e la morte
Igor, 33 anni, fu ammanettato mani e piedi e bloccato al suolo: era agitato, sotto l’effetto degli stupefacenti. I poliziotti chiesero l’intervento di un medico che gli somministrò un farmaco per sedarlo. Poi il decesso quattro ore più tardi, in ospedale, e la tragica telefonata ricevuta dai familiari che ha cambiato per sempre la loro vita.
Per il pm Francesco De Tommasi, che ha chiesto per due volte l’archiviazione sulla base degli esiti delle consulenze, il decesso è dovuto a “intossicazione acuta da cocaina” e non ci furono irregolarità nell’intervento degli agenti e del personale sanitario.









