La Procura generale di Milano ha riaperto il caso della morte di Igor Squeo, avvenuta nel giugno del 2022 durante un intervento della polizia nel suo appartamento di Milano. Risultano quindi adesso indagati un medico e sei poliziotti, di cui quattro per omicidio preterintenzionale e due per falso ideologico. Per la Pg, i quattro agenti avrebbero "cagionato" la morte con la "impropria contenzione" del giovane, mentre altri due poliziotti come 'copertura' avrebbero falsificato "la annotazione dell'intervento del 12 giugno 2022". E una dottoressa è accusata di omicidio colposo perché avrebbe somministrato un farmaco anestetico al 33enne "senza monitoraggio, nonostante la saturazione dell'82%". E anche per aver falsificato "la relazione di soccorso", indicando "falsamente la saturazione del 96%".

Nei giorni scorsi sempre la Procura generale ha chiesto alla gip Maria Idria Gurgo di Castelmenardo di disporre una perizia medico legale per "accertare le cause del decesso", date le "discordanti conclusioni nelle consulenze tecniche" agli atti di un'indagine che per due volte la Procura milanese aveva chiesto di archiviare stabilendo come causa della morte una intossicazione acuta da cocaina. La famiglia del 33enne, però, con la legale Ilaria Urzini, ha chiesto alla gip di respingere anche l'ultima richiesta del pm Francesco De Tommasi e ha chiesto, inoltre, alla Procura generale di avocare l'inchiesta. Istanza, come anticipato da 'Chi l'ha visto?', accolta dalla procuratrice generale Francesca Nanni e dal sostituto pg Massimo Gaballo. Per la Pg, come si legge negli atti, le indagini, infatti, hanno "totalmente trascurato l'ipotesi investigativa proposta dalle parti civili", ossia che "il decesso di Squeo possa essere stato causato da asfissia posizionale determinata dall'impropria contenzione fisica" del 33enne, durante l'intervento degli agenti, "riferita da personale del 118".La perizia medico legale in incidente probatorio, secondo la Procura generale, tra l'altro, è necessaria anche "eventualmente per procedere all'esumazione del cadavere per verificare la presenza di ulteriori fratture ossee, oltre a quelle rilevate in sede di autopsia".