Tax the Rich È irrealizzabile una tassazione europea sulle grandi fortune: la facciano gli Stati

Sorprende positivamente che l’Unione Europea si dichiari favorevole a una tassa patrimoniale sulle grandi ricchezze. È ciò che si evince dal documento che accompagna le raccomandazioni all’Italia nell’ambito del Semestre europeo 2026. Tra le 150 pagine, infatti, si legge testualmente che «lo spostamento del carico fiscale sul lavoro verso altre fonti di entrata attualmente poco sfruttate (…) contribuirebbe ad accrescere il potenziale dell’economia». E tra le altre fonti, il documento nomina espressamente «la ricchezza patrimoniale e le successioni».

Il dibattito sul tema è cominciato in Italia all’indomani della presentazione di una legge di iniziativa popolare promossa dal comitato unpercentoequo e da Rifondazione comunista per introdurre una tassazione dell’1% sui grandi patrimoni oltre i 2 milioni di euro al netto della prima casa (qualunque essa sia, tugurio o castello). «Non può essere un tabù» ha detto poi Elly Schlein. E Avs che è favorevole ne discute in un’iniziativa, Tax the rich, oggi a Milano.

Ma la Commissione Europea non si è limitata a parlare di possibile patrimoniale: ha anche criticato il governo Meloni su due aspetti: l’introduzione, a fini elettorali, di forme di flat tax sul lavoro autonomo, che – si legge – «erodono la base imponibile e indeboliscono la progressività» e il mancato aggiornamento del catasto immobiliare. Ma la vera ingiustizia è che le imposte sui diversi cespiti di capitale (da mobiliare, a immobiliare, da successione, quote azionarie, ecc.) sono tassate meno di un reddito medio di un lavoratore/trice (35mila euro l’anno). E poiché per il 95% le grandi fortune derivano da queste forme di reddito da capitale, il risultato paradossale è che, come hanno dimostrato i più recenti studi, il sistema tributario italiano, in contrasto con il principio di progressività sancito dall’articolo 53 della Costituzione, è solo leggermente progressivo fino al 95° percentile della distribuzione del reddito, e regressivo per il 5% più ricco. Inoltre, è regressivo lungo l’intera distribuzione quando gli individui sono classificati in base alla loro ricchezza netta.