Stati uniti La guerra apre delle crepe nel partito

I loro nomi online sono già oggetto di ritratti e approfondite analisi. Thomas Massie (Kentucky), Warren Davidson (Ohio), Tom Barrett (Michigan), Brian Fitzpatrick (Pennsylvania): sono i quattro deputati repubblicani che mercoledì notte hanno rotto i ranghi con il partito – o meglio con il presidente Donald Trump – e con il loro voto insieme ai democratici hanno consentito il passaggio alla Camera statunitense della War Powers Resolution, la mozione del Congresso che si appella a una legge del 1973 sui «poteri di guerra» dell’esecutivo con cui impedire ulteriori interventi militari Usa in Iran e porre fine all’intervento in Iran.

UNA RISOLUZIONE parallela a quella approvata al Senato qualche settimana fa dopo otto tentativi e la continua defezione di un senatore democratico, John Fetterman. La misura, nonostante l’approvazione anche alla Camera, resta eminentemente simbolica: perché fosse vincolante il presidente dovrebbe firmarla – è certo che invece Trump porrebbe il veto -, o essere approvata da entrambe le camere del parlamento a maggioranza qualificata.

Che la risoluzione abbia comunque un valore, e che indichi delle crepe che si stanno aprendo nel partito repubblicano sulla guerra, specialmente in vista del mid term, lo indica la reazione di Donald Trump su Truth Social: «Sono dei DEMAGOGHI!», accusa senza traccia di ironia il presidente. «Dovrebbero vergognarsi», scrive ancora Trump, che definisce il voto dei quattro repubblicani «senza senso». «Chi farebbe mai una cosa così poco patriottica», si chiede evocando la posizione del suo fedelissimo Speaker della Camera Mike Johnson, che prima della votazione era intervenuto per esortare i repubblicani a votare compatti, perché un voto a favore della War Powers Resolution avrebbe significato «compromettere» le «complesse» trattative in corso fra Stati uniti e Repubblica islamica.