Secondo l'ordinanza del Gip, le vittime si sarebbero ribellate alle condizioni di vita e avrebbero chiesto di essere pagate regolarmente

Sarebbero stati uccisi perché si erano ribellati alle loro condizioni di vita, come quella di abitare in dieci e dormire tutti insieme in una stanza, e perché chiedevano di essere pagati regolarmente. Sarebbe questo il movente della strage di braccianti avvenuta lunedì ad Amendolara, nel Cosentino.

È quanto si legge nell’ordinanza con cui il Giudice per le indagini preliminari di Castrovillari ha convalidato il fermo di Safeer Ahmed e Ali Raza, i due trentunenni pakistani indagati per omicidio plurimo pluriaggravato dalla premeditazione, dai futili motivi e dalla crudeltà.

Non vi sono dubbi, secondo il Gip, che i fatti siano attribuibili agli indagati, in forza di granitici e convergenti elementi di prova.

La lite prima del delitto