Sperimentale, innovativa, di prospettiva: è l'Italia di Silvio Baldini. Un gruppo di giovani, anzi giovanissimi, che si spera possano un giorno diventare grandi campioni ma che, almeno per il momento, sono perlopiù sconosciuti al grande pubblico. I vari Chiarodia, Favasulli, Dagasso, Fini hanno l'opportunità di farsi notare a livello nazionale e sognare in grande.

Fino a qualche settimana formavano il gruppo storico dell'Under 21 che ben figura con i pari età ma non è andato oltre l'1-0 in casa del modesto Lussemburgo. La finestra a loro disposizione è breve: poche settimane fino alla nomina del nuovo ct da parte del futuro presidente della Figc. I più capaci resteranno ma "i ragazzi di Baldini" sanno che devono sfruttare questa opportunità. Spesso ci si lamenta del fatto che i giovani italiani non abbiano spazio, ma il loro coach stavolta gli ha dato la possibilità di farsi valere. Il paragone, con le dovute proporzioni, è la Spagna, capace di vincere gli Europei 2024 mandando in campo un sedicenne: Lamine Yamal.

Non saranno Yamal ma hanno voglia di emergere anche gli azzurri. In porta Gianluigi Donnarumma, l'unico veterano della spedizione in Lussemburgo e a Creta, fa da chioccia a Giovanni Daffara, classe 2004, dell'Avellino e Lorenzo Palmisani, classe 2005, del Frosinone. Il primo già nel giro dell'U21 ed una sicurezza sulle uscite.