La mattina di sabato 7 febbraio, Emanuela Aiello voleva lasciare le figlie nuovamente da sole nella casa di Bordighera, ma, alle rimostranze della sorella maggiore che non si sentiva bene ha deciso di portarle con sé a Perinaldo, dove viveva il compagno Emanuel Iannuzzi, e le bimbe preparano l’occorrente per fare i compiti in vista del lunedì successivo quando sarebbero dovute tornare a scuola. Iniziano così le ultime 48 ore di Beatrice, nel racconto delle sue sorelline. È un racconto crudo, ancor più agghiacciante a pensare che arriva dalle testimonianze rese dalle due bambine di 9 e 8 anni, uniche testimoni, loro malgrado, di un orrore straziante. Secondo il medico legale, che ha effettuato la perizia sul corpo di Beatrice, la piccola sarebbe morta tra la mezzanotte e le sei di lunedì 9 febbraio. Sabato 7 febbraio La giornata inizia con Emanuel Iannuzzi che colpisce con uno schiaffo Ginevra e prima di cena rimane da solo con Beatrice che la sorella più grande sentiva urlare. La cena avviene con degli amici mentre Beatrice resta sola al piano superiore, le sorelline la raggiungono dopo aver mangiato. Durante la notte Bea sta male e vomita, le sorelle chiedono aiuto urlando, ma la mamma e il suo compagno, che dormivano al piano inferiore, non le sentono.
I lividi, le botte e l’agonia. Le ultime 48 ore di Beatrice nel racconto delle sorelline
La piccola inizia a stare male, vomita, a un certo punto non dà più segni di vita ma la mamma Manuela Aiello e il compagno Emanuel Iannuzzi si rifiutano di chi…










