L’artista franco-iraniana Marjane Satrapi è morta il 4 giugno, all’età di 56enni: con Persepolis ha denunciato il regime khomeinista. Per tutta la vita è stata una voce libera, a fianco dei diritti civili e delle lotte delle donne iraniane. Pubblichiamo i ricordi di Shady Alizadeh e di Parisa Nazari, attiviste del movimento Donna,vita,libertà.

Come donne e uomini liberi, dovremmo fermarci e condividere il cordoglio per la scomparsa di Marjane Satrapi, attivista, donna esule, artista iraniano francese e voce instancabile di libertà e morta di dolore per aver amato con tutto il suo corpo. Satrapi ha raccontato l’esilio, la sofferenza di lasciare il proprio paese senza ritorno e il peso di vivere da straniera in un’Europa che conosce ancora razzismo e intolleranza, con la vita divisa tra il presente europeo e una patria lontana, umiliata e oppressa.

Compagna e voce del movimento “Donna, Vita, Libertà”, è stata un riferimento nella lotta delle donne iraniane contro la repressione e per i diritti fondamentali. A questo si sono aggiunti il dolore personale per la perdita del marito e l’angoscia per la condizione ineluttabile del popolo iraniano braccato dentro i propri confini da un regime rafforzato grazie al conflitto internazionale.