È morta a Parigi a 56 anni la celebre autrice iraniana di graphic novel. Con il suo capolavoro, in gran parte autobiografico, ha raccontato il volto repressivo del regime degli ayatollah. E non ha mai smesso di manifestare il suo impegno per la libertà e l'emancipazione delle donne È morta a Parigi a 56 anni la celebre autrice iraniana di graphic novel. Con il suo capolavoro, in gran parte autobiografico, ha raccontato il volto repressivo del regime degli ayatollah. E non ha mai smesso di manifestare il suo impegno per la libertà e l'emancipazione delle donne Addio Marjane Satrapi, il cuore di Persepolis«Marjane Satrapi è morta di dolore poco più di un anno dopo la scomparsa di Mattias Ripa, suo marito e amore della sua vita», ha scritto la sua famiglia in un comunicato inviato alla France Presse. Morta di tristezza a Parigi, la città dove abitava da più di trent’anni. Il profilo Instagram della celebre fumettista iraniana portava i segni del dolore per la perdita del coniuge, l’anno scorso. In diversi post, lei diceva: «Ho perso l’amore della mia vita».Se ne è andata così Satrapi, che con il suo “Persepolis” (Rizzoli Lizard), uscito in Francia all’alba del nuovo millennio, commosse il mondo intero. Attraverso il racconto a fumetti della propria infanzia in Iran, durante la Rivoluzione islamica, Satrapi raccontò per la prima volta vicende che lei conosceva da vicino, in gran parte autobiografiche. Attraverso la voce schietta e sfacciata di una ragazzina che cresce durante l’escalation di violenze e repressione e a 14 anni viene trasferita a Vienna, perché i suoi genitori pensavano che lì sarebbe stata più al sicuro.Nel resto del pianeta queste vicende erano sconosciute, misteriose, mistificate, rimosse. Con il suo bianco e nero – duro, universale - e la sua ironia - sottile, drammatica – Satrapi gridò al mondo i suoi valori: la libertà individuale contro l’oppressione politica e religiosa, l’identità femminile, la memoria come forma di resistenza. Romanzo di formazione a fumetti ha appassionato molti, generazione dopo generazione. Da allora ha venduto oltre tre milioni di copie, tradotto in venti lingue. «Il più importante fumetto dell’ultimo quarto di secolo», lo ha definito la giuria internazionale di 200 autori di fumetti nominata dal settimanale francese Nouvel Obs. Di sicuro un capolavoro. Una scena del film "Persepolis"Nel 2007, l’adattamento cinematografico di “Persepolis”, firmato da Vincent Paronnaud e dalla stessa Satrapi, vinse il premio della giuria al Festival di Cannes. «Anche se questo film è universale, voglio dedicarlo a tutti gli iraniani», dichiarò all'epoca l'artista, che negli anni ha continuato a denunciare le azioni della Repubblica Islamica.Nel 2022, in occasione dell’ondata di proteste popolari in Iran, seguita alla morte in custodia di Mahsa Amini, la donna curdo-iraniana di 22 anni arrestata per non aver indossato correttamente l’hijab, Satrapi tornò al suo tavolo da disegno, in via eccezionale, per raccontare una storia che riteneva così importante da meritare una narrazione a fumetti. “Donna, Vita, Libertà” (uscito in Italia per Rizzoli Lizard, traduzione italiana di Lara Pollero), coordinato dalla fumettista, è un libro collettivo realizzato da 17 fumettisti iraniani e internazionali, in collaborazione con accademici e ricercatori iraniani. Per l’occasione, come raccontò in un’intervista a The Guardian, le tornò in mente la gestazione della sua prima graphic novel. «Quando ho scritto Persepolis, ho provato un dolore fisico», disse: «Perché devi ricordare le cose. Ero riuscita a mettere da parte qualcosa, e poi, quando devi andare a tirarlo fuori, è come un enorme mucchio di merda. L'hai messo in un posto dove non puzza più, e poi ti ritrovi a sparargli con un fucile e la merda ti schizza addosso. È puzzolente. Fisicamente è difficile... Fa letteralmente male».In questo gioco continuo di invenzione e racconto autobiografico, la fine di Satrapi riecheggia da lontano la trama di uno dei fumetti che l’hanno resa famosa, “Pollo alle prugne” (Rizzoli Lizard). La storia di un musicista, Nasser Ali, che decide di darsi otto giorni per lasciare questo mondo, da quando sua moglie ha spezzato il suo tar, una sorta di liuto persiano. Otto giorni per riflettere su quel che resta della sua vita, delle sue ambizioni e di un suo vecchio amore. Deluso da tutto e tutti, Nasser Ali si abbandona alla deriva, in un cammino a ritroso nel suo passato. Legato a doppio filo a quello di un Paese scosso dalla violenza.Tag LEGGI ANCHE L'E COMMUNITYEntra nella nostra community Whatsapp