L’artista che ha raccontato l’Iran attraverso i ricordi di una bambina è morta a Parigi all'età di 56 anni
«Questo Paese conosce da sempre le guerre e i martiri. Perciò, come diceva mio padre: “Quando arriva un’onda troppo grossa, abbassa la testa e lasciala passare”. Questo è molto persiano: la filosofia della rassegnazione». Con Persepolis, Marjane Satrapi è riuscita a rendere immortale un fumetto, cosa che non accade molto spesso. Con forme sinuose e occhi grandi, ha disegnato l’Iran della gente attraverso i ricordi di una bambina. Persepolis è una testimonianza storica, un grido di denuncia e una speranza. Una luce che continuerà a brillare anche quando tutte le altre verranno spente.
Persepolis e la rivoluzione del graphic novel
Il suo lavoro ha ridefinito il ruolo del graphic novel, trasformandolo da genere di nicchia a linguaggio riconosciuto a livello internazionale per affrontare temi come identità, esilio e diritti umani. In Persepolis, la storia collettiva dell’Iran si intreccia con la biografia di una ragazza che cresce tra repressione e desiderio di libertà, creando un modello narrativo che ha influenzato autori e autrici in tutto il mondo.
Dall’Iran all’Europa: una vita tra due mondi










