La mobilitazione Mentre Ausir guarda a una gara europea per il nuovo affidamento, cresce il fronte che chiede il ritorno della gestione pubblica. Al centro del dibattito tariffe, investimenti e controllo democratico del servizio

10 giugno, assemblea pubblica. Perché della gestione dell’acqua bisogna discutere, adesso più che mai visto che si avvicina la scadenza della concessione ad AcegasApsAmga (gruppo Hera) e si rischia un nuovo affidamento della fornitura dell’acqua e della gestione della rete idrica triestina al privato. Ancora una volta si eluderebbe il risultato del referendum del 2011, quando 85.000 triestini (il 95% dei votanti!) avevano dichiarato di volere che la gestione restasse pubblica. Ma era stata vincente la corsa alle privatizzazioni che, così si sosteneva, avrebbero garantito un servizio migliore.

L’acqua a Trieste potrebbe tornare in mani pubbliche? Ci crede Adesso Trieste, giovane presenza nella politica triestina, capace in pochi anni di eleggere consiglieri regionali, comunali e circoscrizionali, grazie alle tante iniziative nei rioni e al lavoro con i comitati di cittadini. L’assemblea pubblica di mercoledì 10 è l’ultima iniziativa in ordine di tempo dei consiglieri comunali di Adesso Trieste che hanno individuato un lungo elenco di ombre nell’attuale gestione, che ha sicuramente portato vantaggi agli azionisti (compreso il Comune di Trieste che possiede il 4,23% delle azioni) e ai dirigenti di AcegasApsAmga, ai quali sono stati distribuiti tutti gli utili societari, ma certo molto meno ai cittadini di Trieste, visto il costo delle bollette. Trieste si colloca tra le città con l’acqua più cara d’Italia e poco convincono le spiegazioni legate alla particolarità orografica del territorio comunale, utilizzate per spiegare un costo superiore del 75%, per dire, rispetto a Udine. Quanto incidono sulle tariffe i costi del personale o quel 42% di dispersione idrica che non arriva nelle case ma si perde lungo il tragitto? Esiste un’analisi seria di valutazione del servizio su cui appoggiare la scelta che si sta per fare?