Se l’acqua dai rubinetti fosse potabile, ci si potrebbe mettere comodi a sorseggiarla mandando giù popcorn, e godersi lo spettacolo dell’ultima frontiera dei possibili contenziosi attorno alla vicenda del servizio idrico. Tra i Comuni contrapposti al gestore unico, Aretusacque, infatti, in tema di competenze e finanziamenti, stavolta potrebbero esserci anche quelli di sindaci che sono stati tra i maggiori sponsor del gestore unico, contribuendo pure alla nomina dei componenti dell’organo di rappresentanza pubblica, Consiglio di sorveglianza.

Il tema, che riguarda i Comuni di Ferla, Melilli e Sortino, è capire di chi sia la competenza dei lavori finanziati con i fondi Cipess: per essi è stata stipulata, a suo tempo, una convenzione con l’Ati, prima della costituzione di Aretusacque. Quindi il dilemma è: quei soldi, ora che il gestore unico c’è, sono ancora nella disponibilità dei Comuni, che possono dunque mettere a gara gli interventi e realizzarli, o devono girarli ad Aretusacque? Se lo sono posti i sindaci in assemblea, alla presenza del consulente legale Agatino Cariola. E anche se ancora non sono arrivati a un approdo definitivo, ma hanno chiesto al legale di “studiare una proposta di accordo da sottoporre” ad Aretusacque, la bilancia legale non sembra pendere dalla parte dei Comuni.