Referendum 2011 Sono passati quindici anni dal glorioso referendum del 12 e 13 giugno 2011, in cui il 57 % degli aventi diritto al voto si recò alle urne per annullare le norme che andavano nella direzione di privatizzare il Servizio Idrico Integrato

Sono passati quindici anni dal glorioso referendum del 12 e 13 giugno 2011, in cui il 57 % degli aventi diritto al voto si recò alle urne per annullare le norme che andavano nella direzione di privatizzare il Servizio Idrico Integrato, cioè le aziende che gestiscono gli acquedotti, le fognature e i depuratori. Il primo quesito, che prevedeva l’abrogazione della norma che favoriva l’affidamento ai privati della gestione dei servizi pubblici locali, fu approvato col 95,35 % dei voti. Il secondo quesito, che abrogava la norma che garantiva al gestore la remunerazione del capitale investito, ricevette il 95,80% dei voti favorevoli.

Si sono succeduti diversi governi, ma in nessuna legislatura è stata varata la legge di iniziativa popolare, promossa dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, che avrebbe messo al sicuro questa indispensabile risorsa, il più essenziale dei beni comuni, dal rischio di acquisizione da parte delle multinazionali che già controllano l’acqua imbottigliata.